parole violente

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Shhhhhhhhhhh….un suono sibilato. Il silenzio che segue. Una dimensione curiosamente sconosciuta ai contemporanei. Soprattutto ora. Sento che tutto ciò che ci circonda è un rumore costante. Anche quando non c’è bisogno di parole. Anche quando non c’è verità nelle parole.

L’importanza del linguaggio, soprattutto del parlato, aumenta. In un modo costante. Come un rullo di tamburi in crescendo. Parole per amare, giustificarsi, soffrire. Parole interrotte, troncate. Morte. Uccise da un loro abuso che ne inquina l’anima, l’essenza. Da un loro continuo ripetersi per descrivere situazioni ormai troppo comuni.

Lo ammetto, io amo il silenzio. Quello che noi non percepiamo. Quello che si sperimenta solo nell’intervallo fra un respiro e l’altro. Amo la quiete che porta con sé. Amo il suo essere vero, semplice. Esso esiste. Ed esiste perché non è condizionato dal senso. Se noi non udissimo, il silenzio non sparirebbe, si farebbe solo più enorme. Continua a leggere