Al di là di una singola giornata…

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Alcuni giorni fa è stata la giornata internazionale contro l’omofobia. Una giornata per combattere le discriminazioni, gli abusi che degli umani compiono su altri umani (dov’è il senso di umanità?). Un giorno, ventiquattro ore per ricordare che di omosessualità si può ancora morire.

Il bullismo occidentale, le pene di morte o l’ergastolo di alcuni paesi islamici e africani indicano che l’atteggiamento generale, se mai dovesse cambiare, potrà farlo solo con lotte molto più profonde. Lotte che dovrebbero durare più di una semplice giornata.

Una giornata che basta solo a ricordare.

Ma il ricordo non è sufficiente. Perché il ricordo falsa l’esperienza. Inganna e rende fallaci nel giudizio. È l’azione che deve subentrare. Perché in essa si può essere meno ipocriti.

Un’ipocrisia che sul tema dell’omosessualità è spesso presente. Riempirsi la bocca di incoraggiamenti e commiserazioni. Quando ognuno poi utilizza appellativi come “frocio”o “gay” a mo’ di offesa.

È l’azione anche su questi piccoli gesti che può cambiare le cose. Cambiare una tolleranza ( termine che definisce una sopportazione forzata)  in una condivisione. In una pacifica indifferenza. Che deve subentrare per il fatto che l’omosessualità è naturale. Infatti, specie di primati se ne fottono del fatto che l’omosessualità sia contro la perpetuazione del proprio corredo genetico e si danno a relazioni tra individui dello stesso sesso. Continua a leggere

A C I D O.

FOTO ACIDOAvete presente cosa succede ad un foglio di domopak quando prende fuoco? Si raggrinza, finché scompare, sciolto dalle fiamme. Più o meno succede la stessa cosa alla pelle che viene a contatto con l’acido. Essa si corrode, si brucia, si scioglie.

E se l’acido colpisse il tuo naso? Addio profumi.

E se l’acido colpisse i tuoi occhi? Addio sguardi.

E se l’acido colpisse le tue labbra? Addio  baci.

Sfigurare una donna con l’acido era, ed è, tutt’ora una pratica molto diffusa in oriente e ultimamente sembra essere tornato ” di moda” anche in Italia. Si tratta di una “punizione” atroce, forse la peggiore, non solo per il dolore fisico, ma soprattutto per quello psicologico, visto che il volto deformato, sfigurato, che non sembra più il tuo, lo porti sempre con te, tutta la vita. Non solo le ferite dell’acido, ma molti altri sono gli sfregi all’anima che molte donne devono sopportare per il semplice fatto di essere donne e di rivendicare la propria libertà e i propri diritti. Continua a leggere

E se tutti ricordassero da dove veniamo….

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La migrazione degli uccelli avviene secondo l’illuminazione diurna. Sembra anche che questi viaggi siano determinati dalla ricerca di cibo per sé e la prole. Oltre che dal meteo avverso.  Si tratta di pellegrinaggi che arrivano a toccare i 10.000 chilometri. Voli organizzati, precisi. In cui il gruppo raggiunge l’armonia. Così, seguendo rotte dettate dagli astri, dal campo magnetico terrestre, dai  fiumi, dalle montagne  gli uccelli raggiungono il luogo desiderato dove vivere al meglio.

La migrazione è propria anche dell’uomo. Spostarsi  per cercare luoghi dove è più semplice adattarsi è un modo per sfuggire alla selezione naturale. O per assecondarla. Agli albori della storia è stata la spinta che ci ha sparpagliato (anche se qualcuno crede che sia stata determinante la torre di Babele!). Errare alla ricerca della felicità. Anche se il premio è quasi sempre stata una delusione. Continua a leggere

parole violente

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Shhhhhhhhhhh….un suono sibilato. Il silenzio che segue. Una dimensione curiosamente sconosciuta ai contemporanei. Soprattutto ora. Sento che tutto ciò che ci circonda è un rumore costante. Anche quando non c’è bisogno di parole. Anche quando non c’è verità nelle parole.

L’importanza del linguaggio, soprattutto del parlato, aumenta. In un modo costante. Come un rullo di tamburi in crescendo. Parole per amare, giustificarsi, soffrire. Parole interrotte, troncate. Morte. Uccise da un loro abuso che ne inquina l’anima, l’essenza. Da un loro continuo ripetersi per descrivere situazioni ormai troppo comuni.

Lo ammetto, io amo il silenzio. Quello che noi non percepiamo. Quello che si sperimenta solo nell’intervallo fra un respiro e l’altro. Amo la quiete che porta con sé. Amo il suo essere vero, semplice. Esso esiste. Ed esiste perché non è condizionato dal senso. Se noi non udissimo, il silenzio non sparirebbe, si farebbe solo più enorme. Continua a leggere

L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro.

lavoro

Basta star qui a raccontarcela: il lavoro è tutto. Si,tutto. Perché senza lavoro sei niente, non finisci solo  ai margini della società,ma anche a quelli delle strade, ad elemosinare qualche euro all’uscita della metropolitana per arrivare a sera.  Tanta retorica quando si    parla che il lavoro è un diritto, che ci rende migliori, ci permette di contribuire alla società in cui viviamo. Tutto vero, anche se a forza di sentirselo ripetere ormai è diventata una cantilena spenta.Oggi, che il lavoro è poco,spesso sottopagato e con pochi diritti,oggi che sembra sia diventata solo una questione di necessità, che cosa ne rimane di questa  giornata? Continua a leggere