Povero fra i poveri, ultimo fra gli ultimi.

don gallo

Ieri si é spento Don Andrea Gallo,un prete, o meglio, un uomo di strada che ha speso tutta la sua vita tra e per gli ultimi, un uomo che è riuscito ad incarnare perfettamente il messaggio evangelico. Anzi, potrei quasi azzardarmi a definirlo come una sorta di Vangelo vivente, perchè la sua è stata una testimonianza dei più alti valori di pace, giustizia, amore e solidarietà. Sempre dalla parte dei diseredati, con i “peccatori” ci andava a cena, si è fatto povero fra i poveri e ultimo tra gli ultimi.I bassifondi di Genova erano la sua casa, il suo campo d’azione, dove si è messo al servizio degli ultimi, degli emarginati, ai quali troppo spesso i “buoni cristiani” nemmeno volgono lo sguardo. Il suo essere contro una chiesa istituzionalizzata e gerarchica, lo ha spesso portato ad essere criticato ed essere anche accusato di fare propaganda politica (come se la Chiesa non la facesse). Forse la sua poteva anche essere propaganda, ma di quelle che vogliono comunicare che nella vita bisogna prendere posizione, scegliere da che parte stare e non nascondersi dietro una veste o un abito talare, (voglio ricordare una delle sue frasi più significative: “l’importante è che Dio sia antifascista“) di quelle che sanno smuovere i cuori di tutti. Nemmeno l’ateo più incallito o l’agnostico più scettico sarebbero potuti rimanere indifferenti davanti alle sue parole o dopo la lettura di un suo libro.

Voglio infine ricordarlo con delle parole di Fabrizio de Andrè, suo caro amico, che sembrano essere state scritte apposta per Don Gallo, apposta per ammonire e scuotere gli animi troppo addormentati.

” Se ti inoltrerai lungo le calate dei vecchi moli,

in quell’aria spessa carica di sale, gonfia di odori,

li ci troverai i ladri, gli assassini e il tipo strano,

quello che ha venduto per  tremila lire sua madre a un nano.

Se tu penserai, li giudicherai da buon borghese,

li condannerai a cinquemila anni più le spese,

ma se capirai, se li cercherai fino in fondo

se non sono gigli son pur sempre figli

vittime di questo mondo.”

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