Una medusa immortale

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Hybristes … ammetto che è una parola di cui non ho mai avuto ben chiaro il significato. So che identifica “colui che è tracotante, che sfida Dio, il superbo”. Non ho fatto il liceo classico, non so nemmeno come si potrebbe declinare. Eppure credo che ciò che mi ha portato a optare per un titolo simile siano i ricordi. Il ricordo delle risate fatte alle pronunce improbabili della nostra prof durante le lezioni sull’Ulisse dantesco. Hybristes era diventato un mantra. Ogni tanto lo pronunciavo gracchiando e sorridevo. Era una parola strana, allora. Ed ora, eccola qui che campeggia in cime alla pagina. Simile ad un monito. In una formula perentoria, accusatoria.
L’altro giorno mi imbatto in un articolo su un animale stranissimo. Una medusa. Continua a leggere

Tracotanti di ieri,oggi e domani.

 Le parole superbe degli uomini arroganti scontano i colpi spietati del destino e in vecchiaia insegnano ad essere saggi.    

antigone

 Con queste parole si chiude la tragedia sofoclea de l’ Antigone, la hybristes per eccellenza della tradizione tragica greca. Però le parole superbe non sono quelle di Antigone, ma quelle di coloro che leggono nel suo gesto di seppellire il fratello,un atto di empietà,un gesto di sfida nei confronti degli dei e delle leggi degli uomini. Credono di avere la ragione dalla loro parte, ma alla fine dell’opera Antigone guadagna tutto il nostro rispetto e anche l’autore le da ragione.Perché? Continua a leggere