Uno dentro l’altro!

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Una volta sono rimasto colpito dal finale di un film. Era “ Man in black”. Nell’ultima sequenza, due giovani alieni giocavano con delle biglie, quelle che internamente son striate con vari colori. Solo che, al posto di questa striatura, il contenuto era la nostra galassia! Un’entità per noi infinitamente grande racchiusa in oggetti della dimensione di qualche centimetro.

Subito mi son chiesto se veramente noi potessimo essere solo delle orme microscopiche. Delle particelle infinitesimali. Gli atomi di universi non paralleli, ma costruiti uno dentro l’altro. Come matrioske. Continua a leggere

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L’arte è in tavola!!!

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Vi è mai capitato di ritrovarvi a Londra, sentire fame, guardarvi intorno e decidere di dare un morso ad un appetitoso… Tower bridge? O essere sopra al famoso ponte di Rialto e vedere una gondola guidata da una….zucchina? Se non siete mai stati particolarmente affamati (o sbronzi) forse questo è potuto succedere solo osservando le fotografie scattate da Carl Warner. Questo fotografo utilizza il cibo per ricreare dei paesaggi (Foodscapes) esistenti o fantastici. Dispone gli alimenti in modo appropriato, dà una profondità spaziale e scatta. Passiamo così da un mare in tempesta fatto di cavolo a Parigi. Da una baia con mare fatto di filetti di salmone alle piramidi di formaggio. Tutto rigorosamente costruito con ortaggi, frutta, latticini. Viene immortalato un magnifico inganno per la vista.

In queste foto, arte e cibo si compenetrano e il risultato è quello di immagini suggestive, che creano ancor più stupore perché si tratta di una costruzione così naturale da sembrare vera. Una naturalezza che, in certi casi, si riconosce come artificiale solo quando si osservano i minimi particolari. Continua a leggere

A ciascuno il suo clone.

clonazione

Dopo il bosone di Higgs, la particella di Dio, dalla quale tutto sembra aver avuto origine,l’ultima frontiera della scienza sembra  essere la clonazione umana. Poche settimane fa si è diffusa la notizia che un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Oregon, ha proposto una nuova tecnica  che consentirebbe la clonazione di cellule staminali pluripotenti (capaci di differenziarsi in quasi tutti i tipi di cellule dell’organismo), e dunque molto utili per la cura di tessuti danneggiati da gravi patologie quali il Parkinson e il diabete. Questa tecnica, dicono gli esperti, potrebbe permettere persino la clonazione delle scimmie, anche se quella umana resta ancora molto lontana. Nonostante ciò, è inevitabile che si alimentino discussioni riguardo all’eticità o meno di questi nuovi sviluppi scientifici. Trovarsi davanti il proprio clone, sarebbe un’esperienza bizzarra e spiazzante e, per quanto mi riguarda, mi incuterebbe anche un pò di paura. Credo però, che se anche potessimo arrivare a clonarci, avremmo davanti una persona uguale a noi solo nelle sembianze e tratti fisici. L’uomo non nasce già formato, si costruisce nel tempo ed è sempre un prodotto della società, del tempo storico in cui vive e delle persone che lo circondano. Continua a leggere

Mémoire

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Canyon profondi seguiti da rilievi rotondeggianti. Una distesa callosa di sostanza grigia. Anse, tornanti, giri. Questo è un cervello. Massa scolpita, solcata da disegni morbidi e sinuosi. Rinchiusa in una teca ossea dura, (quasi) inespugnabile. Un organo che ha dell’incredibile. Una meraviglia tecnologica. La più complessa macchina naturale che esista.

Nessuno conosce a fondo ciò che accade fra le sue valli. Non in profondità, almeno. Si capisce come impulsi elettrici indirizzati riescano a rendere la complessità del movimento, dei sensi. Ma ogni volta si nasconde una sorpresa.

La memoria… Un continuo rinnovarsi di situazioni vissute e immagazzinate. Realtà che, fisse, si ripetono facendoci da monito. Una funzione così complessa da essere più facile da vivere che da spiegare.

La memoria è determinata da varie parti del cervello. Cooperanti. Reti neuronali che hanno la loro sede in strutture dai nomi alquanto improbabili (si veda l’ippocampo!). Ed ogni rete si rimodella più volte, con la creazione di nuove connessioni e quindi di nuovi ricordi. Di nuova esperienza. Si tratta di una plasticità complessa, che crea, rinnova, mantiene, distrugge.

È questa la funzione più propria del cervello umano. Almeno, io credo così. Immaginiamo di non possederla. Non riusciremmo ad avere ciò che ci distingue: una cultura, un progresso, una storia. Non sarebbe possibile vivere al di fuori dell’arco riflesso. Di quel circuito che sta alla base dell’istinto e che guida le funzioni più semplici. La sopravvivenza.

La complessità sarebbe un tabù. Non ci sarebbe conoscenza. Innovazione. Perché queste cose si basano sulla caduta di altre. Inutili. Perché il progresso si costruisce sul sacrificio dell’obsoleto. Continua a leggere

Povero fra i poveri, ultimo fra gli ultimi.

don gallo

Ieri si é spento Don Andrea Gallo,un prete, o meglio, un uomo di strada che ha speso tutta la sua vita tra e per gli ultimi, un uomo che è riuscito ad incarnare perfettamente il messaggio evangelico. Anzi, potrei quasi azzardarmi a definirlo come una sorta di Vangelo vivente, perchè la sua è stata una testimonianza dei più alti valori di pace, giustizia, amore e solidarietà. Sempre dalla parte dei diseredati, con i “peccatori” ci andava a cena, si è fatto povero fra i poveri e ultimo tra gli ultimi.I bassifondi di Genova erano la sua casa, il suo campo d’azione, dove si è messo al servizio degli ultimi, degli emarginati, ai quali troppo spesso i “buoni cristiani” nemmeno volgono lo sguardo. Continua a leggere